IL DRAMMA DELLO SPOPOLAMENTO DI DIVERSI CENTRI OGLIASTRINI E DELLA FUGA DEI GIOVANI: LA FISASCAT FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – LA CATEGORIA LAVORERA’ CON LE ISTITUZIONI PER TROVARE SOLUZIONI ALL’ANNOSO PROBLEMA

Postato il 28 gennaio 2010 da

Lo  spopolamento di tanti comuni della Sardegna è un problema di indubbia gravità, non ancora affrontato con sufficiente consapevolezza. La causa principale dell’emigrazione soprattutto giovanile rimane la ricerca di un posto di lavoro. Nella Provincia dell’Ogliastra la situazione sta sempre peggiorando. Lauree, diplomi e specializzazioni non mancano.

 L’istruzione nella maggior parte dei casi c’è, ma è il lavoro a farsi desiderare, soprattutto quello relativo al titolo acquisito e al percorso di formazione svolto.   
Un paradosso che negli ultimi anni contraddistingue le giovani generazioni e a quanto pare non conosce limiti geografici. Sempre di più i giovani sono disponibili ad assumersi incarichi di responsabilità e a lavorare anche duramente pur di crescere professionalmente ma si fa sempre più difficile trovare una retribuzione adeguata ed un minimo di garanzie  in termini di stabilità del posto di lavoro.

Tale situazione si traduce in fonte di preoccupazione, in quanto percepita come ostacolo alla costruzione dei propri progetti di vita.  Molti giovani dichiarano di avere un rapporto di lavoro a tempo determinato la cui retribuzione mensile  tende ad essere bassa  al punto da non poter permettere il mantenimento della propria persona senza dover ricorrere all’aiuto dei genitori. Se quaranta anni fa la gioventù emigrava con le valigie di “cartone”piene di speranze, oggi assistiamo alla “fuga dei cervelli”, un fenomeno sempre più in espansione dove tanti giovani laureati dopo  anni di sacrificio sono costretti ad abbandonare il posto d’origine per cercare di soddisfare le aspettative sia personali che professionali in paesi stranieri. Ma anche tanti lavoratori con tanti anni di esperienze lavorative cedono la loro risorsa ad altri paesi.

Ho l’impressione che camminiamo con fatica senza spostarci di un millimetro. I problemi dello spopolamento, vanno affrontati con una politica economica, sociale e culturale all’altezza dei tempi, studiandoli nella loro complessità, per  arrivare a soluzioni ritenute idonee. Mi tornano in mente le  parole di Fabrizio De André  che disse; “La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”.

Credo che le istituzioni non debbano mai perdere di vista la consapevolezza che quel “paradiso” dovrebbe essere eredità dei giovani sardi, la casa comune che è stata loro affidata per essere amata e arricchita con le infinite risorse che la nostra bella gioventù è in grado di dare.  L’obiettivo urgente è dunque restituire fiducia e speranza ai nostri giovani motivandoli adeguatamente.

 SARA LORRAI

 – Segretaria Amm.va Fisascat Ogliastra –

 

 

 

 

Comments (1)

 

  1. Andrea ha detto:

    Con grande amarezza non posso che leggere il responso dell’indagine sulla situazione lavorativa ogliastrina, e di conseguenza lo spopolamento giovanile nei centri locali. Effettivamente le persone laureate e qualificate hanno delle aspettative sul lavoro ambiziose, considerando la situazione attuale economica nazionale non possiamo dire che l’Ogliastra sia influenzata da questo “crollo” economico non essendo legata (pro e contro) ad un’economia “globale” legata a multinazionali o comunque ad un commercio internazionale importante. Credo fortemente invece, ad una carenza di investimenti legata sopratutto all’organizzazione e allo sviluppo di enti che possano accompagnare le aziende ad affrontare le problematiche legate al commercio, valorizzazione, gestione e ottimizzazione delle imprese, ma sopratutto riguardo al settore pastorale, senza alcun dubbio, ancora oggi l’industria più grande Ogliasrtina, un’organizzazione che possa creare una vera e propria cooperazione fra tutti gli allevatori locali e una seconda che si occupi solo ed esclusivamente all’iserimento del prodotto sul mercato; il turismo, malgrado si stiano facendo investimenti importanti, lo vedrei come un secondo “sbocco economico”, almeno per ora, comunque da non sotto valutare, abbiamo tutte le bellezze che servono per accendere il turismo (non di massa), ma non siamo preparati nei servizi che dovrebbero accompagnarlo. Molto probabilmente questo commento potrebbe non aver fine, infatti i settori dell’economia ogliastrina somo diversi, e tutti andrebbero analizzati con attenzione per capire le problematiche che ostacolano la crescita e di conseguenza l’occupazione, penso però che parte di questi problemi siano legati, ripeto, all’organizzazione. Come si potrebbero incoraggiare i neo laureati?
    Ovviamente se non si trova sbocco in Sardegna, prendano e vadano nel resto d’Italia o ancora molto meglio all’estero (sicuramente più propensi agli investimenti sulla ricerca), sperando un giorno possano rientrare in Sardegna e possano investire tutte le esperienze aquisite “fuori” in Ogliastra, come spero possa fare anch’io, in un domani spero non troppo lontano!! Un in bocca al lupo a tutti quanti, e, tranquilli che fra non molto le cose cambieranno…sicuramente in meglio. Andrea.

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