APPENA TRECENTO LE BUSTE PAGA PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE

Postato il 27 settembre 2018 da

I piccoli negozi resistono all’assalto dei supermarket

In Ogliastra la grande distribuzione organizzata sforna 350 buste paga mensili. Un dato che si attesta sotto l’1 per cento della popolazione residente. Quasi tutti gli addetti sono occupati nel settore alimentare, gli altri sono assunti nel comparto dell’elettronica. Dei 350 il 72 per cento è in possesso di contratto a tempo indeterminato, il restante 28 per cento va avanti a forza di rinnovi. Le statistiche evidenziano che sul territorio la grande distribuzione non ha sfondato, con i negozietti che nei piccoli centri resistono ai cambiamenti epocali, sebbene si trovino a combattere con costi esorbitanti di personale e fiscalità. I DATI I numeri dicono che la grande distribuzione non ha piantato radici profonde in Ogliastra. In una popolazione di 56 mila residenti sono appena 350 gli addetti che lavorano nelle catene alimentari e nei maxistore di elettronica. Le previsioni parlano di nuove aperture nei prossimi mesi, con marchi leader nel settore dell’abbigliamento pronti a investire a Tortolì, cuore pulsante dell’economia della zona. Benché tempestati da offerte e vantaggi prospettati dalla grande distribuzione organizzata, soprattutto nel settore alimentare, nei piccoli paesi si prova a resistere, tenendo sollevata la serranda. Talvolta anche con scelte coraggiose. LA CONFESERCENTI Gian Battista Piana, direttore di Confesercenti Nuoro-Ogliastra, conferma che il dato sugli addetti della grande distribuzione sia piuttosto contenuto, ma traccia un quadro a tinte fosche dei piccoli commercianti aggrappati più al sentimentalismo che al fatturato: «Sono di gran lunga diminuiti rispetto al passato. Chi tiene aperto, soprattutto nei centri medio-piccoli, lo fa perché riesce ad abbattere i costi di gestione. Così conservano una minima fetta di mercato». IL SINDACATO A vedere i numeri, l’ultima proposta di Luigi Di Maio, sfiora marginalmente l’Ogliastra. Sulla questione interviene Sara Lorrai della segreteria Fisascat Cisl: «Negli ultimi anni, i bilanci delle società della grande distribuzione non hanno evidenziato alcuna crescita dei fatturati. Con soddisfazione abbiamo riscontrato nei giorni scorsi la posizione di alcune società leader del settore che hanno sposato le chiusure domenicali, dimostrandosi attente alla salute e al benessere dei loro collaboratori e delle loro famiglie». L’idea del ministro abbraccia lo spirito della Cisl: «Il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è cruciale per noi e per tutti i lavoratori che rappresentiamo». Roberto Secci

Fonte: L’Unione Sarda

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